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Televisori, telefonini, biciclette e agenzie immobiliari, è questo il nuovo modello di sviluppo delle banche italiane? Articolo del Presidente Nazionale Fiaip Paolo Righi

Televisori, telefonini, biciclette e agenzie immobiliari, è questo il nuovo modello di sviluppo delle banche italiane?   Articolo del Presidente Nazionale Fiaip Paolo Righi

10 dicembre 2014 in Blog

Dalla crisi del 2008 ad oggi il sistema bancario è sempre stato accusato, dai più, di aver favorito il crollo dei mercati mondiali.

L’accusa era chiara e precisa: eccessiva finanziarizzazione dei mercati. In parole semplici si accusavano le banche di aver perso il contatto con i fondamentali dell’economia che sono quelli della produzione e della patrimonializzazione delle imprese, mediante un uso eccessivo delle leve finanziarie ed un ricorso smodato a strumenti finanziari che, nel tempo, sono diventati carta straccia, ma che sono serviti a gonfiare i bilanci degli Istituti di credito.

Dal 2008 in poi il sistema è stato obbligato a ricapitalizzarsi e quindi a diventare più solido, con l’introduzione di parametri molto stringenti nel rapporto tra impieghi e accantonamenti. Senza i generosi contributi ai bilanci provenienti dalla finanza, alcune banche si sono ritrovate a fare i conti con i problemi reali dell’economia che attanagliano tutte le imprese quali, esubero di personale, numero eccessivo degli sportelli, alto numero di dirigenti ecc…

Questa crisi ha indotto molti Istituti a tornare sui propri passi ed a riscoprire il ruolo sociale che le banche devono svolgere all’interno dell’economia nazionale.

Ma cosa deve fare una banca e qual è il suo ruolo sociale ? Senza attingere alla corposa bibliografia sul tema, ce lo spiega in due piccoli paragrafi il sito www.finanza.it

“Le banche svolgono il ruolo di raccogliere fondi dai risparmiatori e trasferirli a imprese e privati che ne hanno bisogno per le proprie esigenze personali o aziendali. Oltre a concedere prestiti a imprese e famiglie, le banche svolgono anche attività finanziarie di varia natura: ad esempio comprano titoli di aziende e stati, concedono finanziamenti ad altri intermediari finanziari. Si tratta di un’attività fondamentale per l’economia moderna, senza la quale l’intero sistema economico attuale non potrebbe esistere.”

“Le imprese e i consumatori in cerca di risparmio hanno difficoltà a procurarsi da soli le risorse che servono per finanziare le proprie attività aziendali o personali. Senza le banche, aziende e persone dovrebbero occuparsi personalmente di trovare finanziatori per le proprie attività, con costi elevati e scarse probabilità di successo. Attraverso le banche, invece, possono accedere al risparmio di altri soggetti , reso disponibile attraverso il Sistema Bancario. Allo stesso modo, senza le banche i risparmiatori dovrebbero valutare da soli gli investimenti e verificare il regolare andamento dei pagamenti degli interessi e la restituzione del capitale prestato. In ragione di questa importanza, le leggi italiane, comunitarie e internazionali regolano l’attività bancaria con norme specifiche, diverse da quelle che riguardano gli altri intermediari finanziari. La costituzione di un’impresa bancaria è sottoposta ad autorizzazioni da parte della Banca d’Italia, che svolge anche un importante ruolo di controllo durante l’attività bancaria.”

Basterebbe la lettura di questi due paragrafi per comprendere la scelta che Fiaip ha effettuato durante i lavori del suo Consiglio Nazionale, dichiarando la sua contrarietà all’iniziativa intrapresa da Unicredit Banca, con l’apertura di Unicredit Subito Banca.

Mi chiedo: se il ruolo delle banche è quello di Finanziare l’economia del Paese, se la sua funzione principale è quella di fare raccolta per poi impiegarla per il sostegno alle imprese, come può un Istituto di credito diventare anch’esso impresa e fare concorrenza proprio a coloro che dovrebbe sostenere con i propri finanziamenti ?
Come potrà domani un negoziante che vende telefoni, motorini, biciclette o elettrodomestici, oppure un agente immobiliare entrare in un’agenzia Unicredit e chiedere un finanziamento, senza il retro pensiero di non vederselo concesso perché in concorrenza con l’attività commerciale della banca ?

E ancora mi chiedo: un cliente Unicredit che venga invitato, gentilmente, dalla stessa Unicredit banca a rivolgersi ad Unicredit Subito Casa per la vendita del proprio immobile, potrà decidere autonomamente di rivolgersi ad altre agenzie immobiliari, oppure si sentirà in dovere di accondiscendere alla gentile richiesta, nel caso sia in difficoltà economiche ?

Se questo è lo scenario futuro del sistema bancario italiano, se le banche per aumentare i dati dei loro bilanci punteranno a fare concorrenza alle stesse imprese che dovrebbero finanziare, alla diciamocelo subito, questo Paese è finito !
“Finito” in relazione ai suoi principi fondamentali dettati dalla Costituzione, che sono quelli della libertà dei cittadini di fare impresa e di farsi concorrenza ad armi pari, “finito” perché quando la principale banca italiana parla di “disintermediare” le principali attività commerciali e professionali del nostro Paese, vuol dire che sull’altare del profitto e sulla pelle di noi operatori del mercato, si sta giocando una partita senza logica in cui si cerca di distruggere il tessuto economico sociale del Paese.

Non è la paura di un nuovo concorrente che ci fa dire no alla discesa delle banche nel campo della mediazione immobiliare, piuttosto che del commercio al dettaglio, ma la consapevolezza che le banche sono la struttura portante dell’economia italiana e del possibile rilancio del nostro Paese, ed a loro è richiesto di agire con lungimiranza facendo bene il loro lavoro, non quello degli altri, che pur dovrebbero finanziare.

Fiaip non accusa il sistema bancario in generale, ma quelle banche che a nostro parere con le attività sopra descritte, creano una distorsione del mercato e ledono il diritto alla libera concorrenza.

Questo no di Fiaip non preclude una serie di attività che metteremo in campo, sperando, che le istituzioni per una volta prestino la giusta attenzione alle rimostranze di chi tutti i giorni con il proprio lavoro partecipa a sostenere l’economia dell’Italia.
Paolo Righi

Presidente Nazionale Fiaip

Roma, 9 dicembre 2014

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