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Banche: L’immobiliare dice basta ai favori del Governo agli istituti di credito

Banche: L’immobiliare dice basta ai favori del Governo agli istituti di credito

24 febbraio 2016 in Blog



Righi (Fiaip): “Alcune banche vogliono colonizzare il mercato immobiliare a tutto sfavore dei cittadini e della trasparenza del mercato”



Dopo l’ingresso nel mondo delle agenzie immobiliari e dopo il varo del prestito vitalizio, il Governo si appresta a rendere inapplicabile l’art. 2744  del codice civile che da sempre vieta alle banche di poter vendere un bene immobile per cui abbiano erogato un prestito.

L’art.120-quinquiesdecies, contenuto nello schema di decreto  legislativo recante l’attuazione della direttiva 2014/17/UE in merito ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali, nonché modifiche del decreto legislativo n.385/1993 e del decreto legislativo 141/2010,  prevede che le parti possano convenire che in caso di inadempimento del cliente, la banca possa vendere il bene per cui ha prestato garanzia.

Fiaip ritiene che la norma in questione sia contro i diritti del consumatore e che se verrà approvata, sarà posta una seria ipoteca sulla serietà e la trasparenza dei contratti di mutuo che saranno stipulati in futuro e sulla tutela di chi ha contratto un prestito bancario.

Il Presidente Nazionale Fiaip  Paolo Righi, sul tema,  ha dichiarato:

“ Ora è comprensibile a tutti il progetto che alcune banche hanno disegnato insieme al Governo. Un anno fa nascevano le prime agenzie immobiliari di proprietà dei due maggiori istituti di credito presenti in Italia.  Poi, è stato varato il prestito vitalizio che consente agli istituti di impossessarsi del bene per cui hanno prestato garanzia ed ora questo metodo verrà applicato a tutti i mutui ipotecari, aggirando completamente l’art. 2744 del Codice Civile. Ora,  comprendiamo a pieno il perché il Governo e i partiti di maggioranza non abbiano voluto vietare alle banche di aprire le loro agenzie immobiliari. Il tutto avviene nel silenzio più assoluto, sia da parte delle associazioni dei consumatori, che dalle istituzioni che dovrebbero invece vigilare sui rapporti tra banche e consumatori. Il fatto che per accedere a questo istituto sia necessario che il cliente sia d’accordo è assolutamente irrilevante in  quanto tutti conoscono la forza di persuasione che le banche possono mettere in campo nei confronti dei loro clienti. Se il Governo varerà la norma, così come contenute nel decreto legislativo, le garanzie previste dal codice civile a tutela dei consumatori verranno meno e il mercato immobiliare rischierà di diventare una giungla senza regole. Dopo i recenti scandali bancari, che hanno dimostrato come i cittadini siano inermi di fronte a determinate situazioni, mettere nelle mani di alcune banche i destini dell’immobiliare e un atto da parte del Governo che non posso che definire irresponsabile. Abbiamo già visto nel 2008 i risultati disastrosi che hanno causato le banche finanziarizzando il mercato immobiliare, se il Governo continuerà sulla strada tracciata molto presto assisteremo ad un nuovo tracollo del mercato”

Fiaip si appella al Governo affinché  venga stralciato dal decreto legislativo l’art.120-quinquiesdecies e si vieti alle banche di svolgere la professione di agente immobiliare, proponendo un proprio emendamento all’interno della discussione che attualmente si sta svolgendo al Senato sul ddl concorrenza.



Roma, 10 febbraio 2016

Fonte: Ufficio Stampa

Agenzie immobiliari in banca: ci prova anche Veneto Banca

Agenzie immobiliari in banca: ci prova anche Veneto Banca

21 ottobre 2015 in Blog

Un quarto istituto di credito decide di allargare il raggio d’azione all’intermediazione immobiliare. 

  
Non solo mutui o prodotti finanziari legati all’acquisto della casa, quindi, ma vere e proprie agenzie immobiliari in filiale. 

  
La ricetta è simile a quella di altri due colossi bancari – Unicredit e Intesa Sanpaolo che si sono dotate nel giro di poco più di un anno di divisioni Casa create ad hoc – e di una realtà più piccola come Cassa di Risparmio di Bolzano ed è contenuta nel nuovo piano industriale 2015 – 2020 di Veneto Banca, in cui si legge che l’istituto del Nord Est – che sta tentando il il risanamento dei conti e il rilancio – avvierà una nuova iniziativa commerciale nell’ambito dell’intermediazione immobiliare, che opererà in stretta sinergia con la rete di filiali e le nuove tecnologie (sito web e app) e veicolerà servizi di intermediazione, di valorizzazione del patrimonio immobiliare e di supporto a tutto il ciclo di vita di un investimento immobiliare (acquisto, ristrutturazione, riqualificazione, adeguamenti, valutazioni per la vendita, home staging, certificazioni, vendita). 

  
Il programma prevede inoltre la nascita di una start up dedicata ai servizi di valorizzazione del patrimonio immobiliare, accanto ad interventi più sostanziali sulla struttura della banca che includono nel piano la trasformazione in società per azioni, l’aumento di capitale e la quotazione in Borsa. 

  
Cinque le linee guida  macro dettate per i prossimi cinque anni: incremento dei ricavi; miglioramento strutturale del rischio di credito; aumento dell’efficienza della macchina operativa; azioni straordinarie (disinvestimenti e razionalizzazione della struttura del Gruppo) e adeguamento alla nuova architettura di Vigilanza europea. 
Il ritorno all’utile è previsto già a partire dal 2016, con un risultato netto per il 2020 di 240 milioni di euro, il raggiungimento di un ROTE al 7% e un CET1 ratio al 15,7%. 

Mutui: ora riparte anche l’erogato

Mutui: ora riparte anche l’erogato

28 gennaio 2015 in Blog

Gli ultimi tre mesi del 2014 hanno segnato un’inversione di rotta sul mercato dei mutui
  
La situazione era a forte rischio di cortocircuito dal luglio del 2013, quando la domanda di credito per l’acquisto della casa è tornata a crescere, a fronte di banche non ancora disposte a concedere liquidità. 
  
A fissare la curva dei prestiti per la casa è una ricerca dell’Ufficio studi Tecnocasa, che ha messo a confronto erogato e domanda dal 2008 al 2014. 
  
Lo scorso anno ha fatto segnare un cambio di passo – con le prime avvisaglie già a novembre – con un ritorno in area positiva (dopo 7 anni consecutivi a segno meno) sia alla voce erogato (+10%) sia alla voce domanda (+12%) (si veda anche tabella in allegato). 
  
Sul bilancio del settore pesano sempre e molto le surroghe e le sostituzioni
  
Ma accanto, sempre per quanto riguarda il 2014, va dato il giusto peso ad un paio di indicatori: i tassi di riferimento sono scesi ai minimi storici – si legge nel dossier – si sono ridotti gli spread sui prodotti destinati all’acquisto dell’abitazione principale, la domanda di mutui è aumentata costantemente. 
  
L’offerta bancaria è migliorata, sia come prodotti e approccio alla clientela, ma la qualità del portafoglio resta un fattore determinante per le scelte di erogazione, così come la qualità del debito. 
  
Mutui sì, dunque, ma con molta prudenza. 
  
Non a caso il mercato residenziale, che resta comunque in cattive acque, ha chiuso l’anno con un bottino di compravendite meno risicato del solito: il 2013 si è fermato a quota 410mila case transate, mentre le stime sul 2014 segnalano un mini rimbalzo tra le 415-420mila unità residenziali scambiate. 
  
Se facciamo un passo indietro all’anno precedente – il 2013 – da registrare invece i volumi delle erogazioni di mutui in ribasso. 
  
E’ insomma ancora crisi, anche se il calo inizia a rallentare la sua corsa, soprattutto nella seconda metà dell’anno. 
  
La Bce avvia una serie di manovre di riduzione dei tassi e si riduce il differenziale tra Btp e Bund. 
  
La fiducia dei consumatori comincia a dare qualche segnale di ripresa: la domanda di mutui in discesa dal 2010, torna a salire. 
  
Prima di allora, tre anni orribili per il credito destinato all’acquisto della casa hanno segnato il mercato. 
Nel 2012 proseguono le tensioni sia sulla domanda che sull’offerta di credito. 
  
I bassi tassi di riferimento sono in parte neutralizzati da prodotti più costosi. 
  
Viene così meno l’interesse su sostituzione e surroga: si assiste anzi all’uscita dal mercato di alcuni player bancari che fino ad allora avevano offerto prodotti di mutuo. 
  
Le tensioni sul mercato del lavoro, nelle sue componenti di occupazione e reddito, rallentano drammaticamente anche la domanda. 
  
Gli italiani in questa fase non si informano neanche sulle possibilità di mutuo. 
  
Verso la metà dell’anno precedente – siamo nel 2011 – si innescano le prime tensioni sul debito sovrano di alcuni Paesi dell’area Euro, tra cui l’Italia. 
  
Si impenna il differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi che comporta un innalzamento dei costi di approvvigionamento degli istituti italiani. 
  
Rincarano i prodotti di mutuo: è qui che parte la crisi da cui stiamo uscendo solo oggi. 
  
Nel 2010 invece l’incremento della domanda registrata l’anno precedente influisce positivamente sui volumi erogati. 
  
Le banche, esaurita l’onda lunga dei mutui subrpime, tornano a registrare interesse per il prodotto mutuo. 
  
Il 2010 segna decisamente il miglior anno per il settore degli ultimi cinque. 
  
Nel 2009 continua l’attenzione nelle politiche di credito da parte degli istituti che incidono negativamente sui volumi di mutui erogati. 
  
L’accesso al credito si restringe a favore dei cittadini Italiani. 
  
Il sentiment dei consumatori è (ancora) in una fase positiva, i dati macroeconomici sembrano trasmettere fiducia: assistiamo ad un rimbalzo della richiesta di finanziamento. 
  
Nel 2008 – ultimo anno preso in analisi – le erogazioni diminuiscono per il secondo anno consecutivo, influenzate dall’attenzione alle politiche del credito degli istituti che registrano un aumento delle sofferenze sui mutui erogati negli anni precedenti. 
  
La domanda di credito cala, ma in maniera moderata, il mercato resta ancora influenzato dal fenomeno “subprime”. 
  

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