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CASA.IT

Agenzie immobiliari: riparte la scommessa delle piattaforme Mls (Videointerviste)

Agenzie immobiliari: riparte la scommessa delle piattaforme Mls (Videointerviste)

27 aprile 2015 in Blog

Più di 400 addetti ai lavori hanno preso parte alla prima giornata, organizzata a Milano, interamente dedicata agli MLS (Multiple Listing Service). 
  
Un evento che ha coinvolto i player del mondo dell’intermediazione immobiliare: presidenti delle associazioni di categoria, agenti immobiliari, franchising network, formatori e sviluppatori software a confronto confrontati sull’importanza della collaborazione e della condivisione tra agenti immobiliari per il rilancio del mercato italiano e sull’uso dell’Mls (Multi listing service). 
  
L’Mls Day sarà un appuntamento fisso ogni anno dedicato a tutti gli agenti immobiliari per presentare novità, confrontarsi e, naturalmente, condividere esperienze e case history. 
  
Monitorimmobiliare ha preso parte all’evento e ha intervistato i protagonisti. 

 

Una tegola su Casa.it: l’ex manager di Murdoch dice che il 40% del traffico è fasullo

Una tegola su Casa.it: l’ex manager di Murdoch dice che il 40% del traffico è fasullo

21 ottobre 2014 in Blog

i dettagli del caso

Se fosse confermato sarebbe un terremoto.

Per ora c’è un’accusa gravissima nei confronti di Casa.it che riguarda i dati di traffico.

Secondo l’ex manager di REA group (di cui casa.it fa parte) Simon Baker il 40% del traffico del portale italiano proviene da pop unders, un metodo per generare traffico in maniera automatica.

Come dire che sarebbe stato comprato e non corrisponderebbe a visitatori reali.
Solo un sistema per gonfiare i dati.

Purtroppo da Casa.it non commentano e, sollecitati sulla vicenda, rimandano alla sede centrale in Australia per un’eventuale presa di posizione.
Ma finora nessuno del gruppo REA si è pronunciato in materia.

Resta quindi solo da registrare quanto afferma l’ex manager di REA che sul suo blog Property portal watch ha pubblicato ben 4 puntate di analisi molto dettagliate sulla vicenda.
Qui i dettagli della vicenda.

Se fosse vero quanto afferma, si aprirebbe un uragano di contenziosi dalle conseguenze pesanti.

A cominciare dagli effetti sul titolo australiano (il gruppo vale 3,3 mld), per poi coinvolgere potenziali class action da parte delle migliaia di agenti immobiliari che hanno pagato per pubblicare il proprio annuncio.

Insomma, sembra strano il silenzio dell’azienda che potrebbe semplicemente smentire e smontare le accuse ricevute. Evitando che si verifichi un effetto valanga di cui il settore non ha certo bisogno.

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