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Cuba, il nuovo mercato per le aziende italiane dell’immobiliare

Cuba, il nuovo mercato per le aziende italiane dell’immobiliare

22 dicembre 2014 in Blog

La pace tra Cuba e Stati Uniti, con la fine dell’embargo, potrebbe giocare a favore delle aziende
italiane.

Già oggi l’Italia è il secondo esportatore europeo verso Cuba, con il 16% delle forniture totali per un valore di 288 mln di euro nel 2013, in crescita dell’8,4%. Superato solo dalla Spagna (47% del mercato) ma meglio di Francia (14%) e Germania (11%).

Uno scenario che mostra un trend di crescita futuro, grazie alla progressiva liberalizzazione del mercato.

Il punto nodale per le aziende italiane è rappresentato dai progetti di sviluppo di Casa Depositi e Prestiti, che detiene il controllo di Sace, specializzata nell’assistenza alle aziende all’estero.

Negli ultimi anni ha intensificato i rapporti con Cuba per verificare le potenzialità di business e l’affidabilità di banche e aziende del Paese. Ora con il Banco Nacional de Cuba e altre controparti bancarie locali, Sace sta valutando operazioni a sostegno di progetti nei settori della meccanica strumentale, infrastrutture, costruzioni ed energia. Settori funzionali allo sviluppo industriale e socio-economico di Cuba, in cui il Made in Italy ha molto da offrire, beneficiando peraltro della recente riforma della “Ley de Inversión Extranjera” che, oltre a offrire benefici fiscali agli investitori esteri, ha ridotto gli ostacoli all’importazione di macchinari per l’industria: comparto, quest’ultimo, che già oggi rappresenta il 33% dell’export italiano nel Paese.

Quindi trattamento fiscale agevolato, 15% sui redditi degli stranieri leggi qui i dettagli, e assicurazione dei crediti vantati.

Che Cuba abbia bisogno di nuove costruzioni non c’è dubbio, ora tocca agli imprenditori italiani.

Cuba, il nuovo mercato per le aziende italiane dell’immobiliare

Cuba, il nuovo mercato per le aziende italiane dell’immobiliare

19 dicembre 2014 in Blog

La pace tra Cuba e Stati Uniti, con la fine dell’embargo, potrebbe giocare a favore delle aziende 
italiane. 
  
Già oggi l’Italia è il secondo esportatore europeo verso Cuba, con il 16% delle forniture totali per un valore di 288 mln di euro nel 2013, in crescita dell’8,4%. Superato solo dalla Spagna (47% del mercato) ma meglio di Francia (14%) e Germania (11%).    
  
Uno scenario che mostra un trend di crescita futuro, grazie alla progressiva liberalizzazione del mercato. 
  
Il punto nodale per le aziende italiane è rappresentato dai progetti di sviluppo di Casa Depositi e Prestiti, che detiene il controllo di Sace, specializzata nell’assistenza alle aziende all’estero. 
  
Negli ultimi anni ha intensificato i rapporti con Cuba per verificare le potenzialità di business e l’affidabilità di banche e aziende del Paese. Ora con il Banco Nacional de Cuba e altre controparti bancarie locali, Sace sta valutando operazioni a sostegno di progetti nei settori della meccanica strumentale, infrastrutture, costruzioni ed energia. Settori funzionali allo sviluppo industriale e socio-economico di Cuba, in cui il Made in Italy ha molto da offrire, beneficiando peraltro della recente riforma della “Ley de Inversión Extranjera” che, oltre a offrire benefici fiscali agli investitori esteri, ha ridotto gli ostacoli all’importazione di macchinari per l’industria: comparto, quest’ultimo, che già oggi rappresenta il 33% dell’export italiano nel Paese. 
  
Quindi trattamento fiscale agevolato, 15% sui redditi degli stranieri leggi qui i dettagli, e assicurazione dei crediti vantati. 
  
Che Cuba abbia bisogno di nuove costruzioni non c’è dubbio, ora tocca agli imprenditori italiani.

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