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Previsioni Istat: bene mercato case e mutui, edilizia ancora ferma

Previsioni Istat: bene mercato case e mutui, edilizia ancora ferma

15 maggio 2015 in Blog

Il traguardo del primo semestre si avvicina a grandi passi e con la tacca di metà anno arrivano anche le prime previsioni – in cifre, non solo impressioni o sentiment – su quello che sarà il bilancio dell’intero 2015
  
Ci pensa anzitutto l’Istat a ordinare gli elementi fino ad ora disponibili, provando a dare un’occhiata anche ai successivi due anni (2016 e 2017, quindi) di un’economia italiana che sembra avviata lentamente verso la svolta. 
  
A partire anzitutto da quel dato chiave da cui tanto dipende, ovvero il Pil (Prodotto interno lordo) che l’istituto di via Balbo – dopo la fase di contrazione proseguita nel 2014 (-0,4%) – prevede nel 2015 in salita dello 0,7%. 
  
A cui seguirà una crescita dell’1,2% nel 2016 e dell’1,3% nel 2017. 
  
“Le prospettive di breve termine indicano una ripresa dei ritmi produttivi – si legge nel report diffuso questa mattina dall’Istituto di statistica (il testo integrale è in allegato) – come l’evoluzione positiva del ciclo internazionale e il deprezzamento del cambio dell’euro, sia della ripresa delle componenti di domanda interna, sostenute dal basso livello dei prezzi del settore energetico e dall’atteso miglioramento delle condizioni del credito”. 
  
L’Istat è facile profeta sul credito, perchè riferisce di un trend monitorato, giorno per giorno, anche da Monitorimmobiliare sul fronte più specifico dei mutui casa
  
Riflettori puntati anche sulle iniezioni di liquidità: “Solo nell’ultimo trimestre del 2014 gli investimenti hanno registrato una prima variazione positiva (+0,2%). 
  
Il leggero rialzo ha riflesso l’incremento della componente delle macchine, attrezzature e armamenti (+1,4%), il rallentamento della caduta delle abitazioni (-0,1%) e la variazione positiva per i prodotti della proprietà intellettuale (+0,2%). 
  
E’ rimasto decisamente negativo l’andamento delle altre opere di costruzione”. 
  
Mentre dal 2015 in corso –  dove a giocare a favore si aggiunge il piano di quantitative easing voluto dalla Bce in Europa – ci sia aspetta una “crescita degli investimenti che si attesterà all’1,2% e sarà trainata principalmente dalle macchine e attrezzature e dalla spesa in beni della proprietà intellettuale, a cui si accompagnerà un lieve recupero della componente residenziale. 
  
La dinamica degli investimenti in altre opere di costruzione risulterà in lieve rallentamento nell’anno in corso”. 
  
Totale: al pessimismo sul fronte dei cantieri e delle costruzioni – del resto confermato anche dal rapporto di Confcommercio sui consumi degli italiani, dove si parla invece in generale di un “graduale trend di ripresa” – si contrappone una certa aria di giustificato ottimismo sul fronte del mercato abitativo, dove le previsioni di Luca Dondi di Nomisma –guarda la videointervista raccolta ieri da Monitorimmobiliare – mettono in conto una chiusura a quota 450-460mila compravendite residenziali a fine 2015, con quindi 20-30mila rogiti in più rispetto al consuntivo 2014. 
  

Casa, la fine del tunnel. Nel 2014 per l’Istat ripartite vendite e mutui

Casa, la fine del tunnel. Nel 2014 per l’Istat ripartite vendite e mutui

29 aprile 2015 in Blog

Dati importanti quelli diffusi questa mattina dall’Istat sulle compravendite di case e sui mutui: dopo una serie di indicazioni positive, ma che ancora non segnavano una rotta certa, arriva il segnale del cambio di passo. 
  
La svolta è timida e tutta in salita: nessuno si fa illusioni, ma intanto – scrive l’istituto di via Balbo – il mercato immobiliare chiude il 2014 con una crescita dell’1,6% sul 2013, per un totale di 594.431 trasferimenti a titolo oneroso di unità immobiliari (il calcolo è fatto utilizzando fonti notarili, come d’abitudine per l’Istat).
  
Dopo sette anni di calo, il 2014 segna quindi l’inversione di tendenza tanto attesa, a cui ha dato un contributo decisivo il quarto trimestre. 
  
Il risultato dei tre mesi che chiudono l’anno (168.456 scambi, +4,9% sullo stesso trimestre del 2013) ha contribuito infatti all’andamento positivo dell’anno, così come quelli del primo (+1,3%) e del terzo (+3,7%). 
  
Mentre nel secondo trimestre si era registrato un calo del 3,1%, che aveva aperto l’ipotesi sgradevole di un risveglio del mercato a singhiozzo. 
  
Il rischio sembra, se non proprio sventato, almeno accantonato. 
  
Bene anche la situazione sul fronte di finanziamenti per la casa: il 2014 è un anno di crescita anche per loro, con un +9,2% sul 2013 per un numero complessivo di mutui pari a 278.447 a livello nazionale. 
  
Gli aumenti più decisi, al di sopra della media nazionale, si registrano al Sud (+13,6%), al Centro (+12,8%) e nelle Isole (+11,2%). 
  
Con 77.368 rogati, è ancora il quarto trimestre 2014 a fare da protagonista: il passo avanti sullo stesso trimestre dell’anno precedente è stato del 13%. 
  

Interessi ancora più bassi, ma mutui sempre pochi

Interessi ancora più bassi, ma mutui sempre pochi

11 dicembre 2014 in Blog

Prosegue la parabola discendente dei tassi d’interesse, comprensivi delle spese accessorie, applicati dalle banche sui finanziamenti erogati alle famiglie italiane per l’acquisto della casa.  
A ottobre sono passati a quota 3,18% dal 3,27% del mese precedente, in base ad un trend già registrato nei mesi scorsi.  A segnalare l’ultimo ribasso è Bankitalia nel monitoraggio mensile sui tassi medi applicati dagli istituti di credito ai clienti che chiedono un prestito. 
  
Condizioni quindi favorevoli alla ripartenza del mercato delle case, che annaspa tra le 410-420mila compravendite l’anno, secondo stime di chiusura 2014. 
  
Niente di più falso: nonostante il costo del denaro sempre più vantaggioso, l’erogato mutuo effettivo – quello quindi non legato a surroghe e sostituzioni – stenta a decollare
  
A poco servono i prezzi delle abitazioni, scesi orami a livelli da saldi di fine stagione: sono ancora troppo restrittivi i criteri con cui vengono concessi i finanziamenti, dicono gli agenti immobiliari che guardano il mercato con la lante dei clienti che devono comprare casa e non hanno abbastanza liquidità da parte. 
  
E anche se a parole (vedi le campagne pubblicitarie delle banche) c’è maggior disponibilità a riaprire i rubinetti del credito, per chi si reca in filiale la musica non è cambiata molto rispetto all’inizio di quest’anno: difficilmete si va oltre il 50-60% del loan to value per i pochi fortunati che possono mettere sul tavolo le garanzie sufficienti per accedere al prestito ipotecario. 
 

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