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prezzi immobili

I dati sui primi sei mesi del 2014 Il mercato residenziale prende la rincorsa

I dati sui primi sei mesi del 2014 Il mercato residenziale prende la rincorsa

21 settembre 2014 in Blog

Da una parte l’andamento delle quotazioni, dall’altro l’accesso al credito per finanziare l’acquisto della casa.

E’ su queste due assi che si gioca il rilancio del mercato residenziale italiano.
Dopo quattro anni di risultati “a segno meno”, qualcosa sul fronte dei volumi di compravendite si sta muovendo nella direzione giusta .

Con tutte le cautele del caso – perché gli operatori non nascondono il timore di una falsa partenza, legata alle cattive condizioni del mercato del lavoro e allo stato di salute di un’economia, come quella italiana, di fatto a crescita zero – ma i segnali a cui legare qualche speranza ci sono.

Ancora in ribasso i prezzi (e questo non è necessariamente un male, perché potrebbe risvegliare una domanda abitativa rimasta alla finestra), mentre sul fronte delle compravendite il rimbalzo è a portata di mano.

A tracciare la rotta, con i dati di compravenduto raccolti su tutto il territorio nazionale attraverso la rete di agenzie immobiliari in franchising, è l’ufficio studi Tecnocasa, con il consueto Osservatorio sul mercato residenziale e sul mercato mutui, presentato questa mattina a Milano.

Questi in sintesi gli elementi messi in luce dall’indagine sul primo semestre dell’anno: le quotazioni hanno ancora davanti il segno meno, ma con percentuali più contenute che in passato.

Nelle grandi città del 3%, nell’hinterland delle grandi città del 3,4% e nei capoluoghi di provincia del 3,1%.

Genova è la città che ha segnalato il ribasso più forte (-5,7%).
Firenze con -0,7% e Bari con -1,4% sono le piazze più vicine alla stabilizzazione.

L’analisi per aree geografiche evidenzia il gap tra Nord e Sud del Paese, con una diminuzione dei prezzi del 2,3% nel Nord Italia, del 3,3% nel Sud Italia e del 4,3% nell’Italia centrale.
Le richieste di chi cerca casa ed entra in agenzia restano ben ancorate sul trilocale (36,2%), seguite dal bilocale (29,4%).
Sempre più lunghi tempi di vendita che si attestano intorno ai 172 giorni nelle grandi città, ai 196 giorni nell’hinterland delle grandi città e ai 187 giorni nei capoluoghi di provincia.

Sostenuta la domanda sugli affitti, che va a raccogliere quella fetta di clientela che non riesce ad accedere all’acquisto.

Anche qui a fare da ago della bilancia è il livello dei prezzi (in ribasso).

L’andamento dei canoni nelle grandi città ha registrato un calo dell’1,8% per i monolocali, dell’1,5% per i bilocali e dell’1,7% per i trilocali.

Boccata d’ossigeno sul fronte mutui: nel primo trimestre 2014 le famiglie italiane hanno ricevuto – secondo i dati ufficiali di Bankitalia – finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 5.210,7 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre del 2013.

La variazione delle erogazioni – finalmente in positivo, dopo la discesa iniziata nel 2010 – è del +5,3%, per un controvalore di +260,8 mln di euro.
Le banche tornano quindi in generale ad erogare credito, anche se per importi più bassi a livello di singolo prestito.

Nel primo semestre 2014, secondo i dati raccolti dalle agenzie di mediazione del credito a marchio Kiron-Epicas – l’importo medio di mutuo si è attestato a 108.900.

La macro-area dove il ticket medio è più alto è quella Centrale (115mila euro), seguita dal Nord-Ovest con 110.100 euro.

A livello regionale è il Lazio il leader per quota pro capite erogata (122.500), al secondo posto c’è la Lombardia (119.500).
Il report azzarda infine una previsione sul bilancio di fine 2014, che potrebbe concludersi con transazioni in aumento (tra le 420 e le 430mila compravendite, rispetto alle 410mila di fine 2013).

Mentre sul versante dei prezzi, nelle grandi città il ribasso dei valori accumulato nell’arco dei 12 mesi si collocherà tra -5% e -3%, nelle altre realtà territoriali tra -6% e -4%.

Spagna, le riforme cancellano la crisi. Prezzi residenziali in aumento dopo sei anni

Spagna, le riforme cancellano la crisi. Prezzi residenziali in aumento dopo sei anni

11 settembre 2014 in Blog

Il Fondo Monetario Internazionale, nella persona del direttore Christine Lagarde, si leva il cappello di fronte alla Spagna, definendola l’unico Paese dell’area Euro che sta progredendo grazie alle riforme. E i dati sull’immobiliare iberico (vedi allegato) confermano la buona prospettiva evidenziando il primo aumento nei prezzi delle case da ben sei anni.

Intervistata su una radio francese, Christine Lagarde ha intimato ai governi europei di attuare le riforme necessarie, “e non solo accontentarsi di parlare”, citando come buon esempio proprio la Spagna, che grazie alle sue riforme strutturali sta recuperando terreno, anche se, secondo il direttore del FMI, “ancora non è sufficiente”.

Sempre meglio, però, del resto d’Europa e del mondo. Secondo l’istituto di Washington è infatti in arrivo una revisione al ribasso delle stime di crescita per l’economia globale che verranno diffuse il prossimo 7 ottobre. La previsione per il Pil potrebbe infatti attestarsi, segnala Lagarde, intorno al 3% entro la fine dell’anno, contro una precedente stima che dava la crescita mondiale al 3,4%, per copla principalmente delle conseguenze della crisi in Ucraina e in Medio Oriente.

Ma la Spagna potrebbe spiccare gloriosamente in questo desolante panorama, se si pensa che la previsione sul Pil data dalla Banca di Spagna per il Pil 2014 è di un +1,3%, e di un 2% per il prossimo, e che anche l’Ocse, attraverso il segretario generale Angel Gurria, concorda con il direttore generale dell’FMI quando sostiene che “l’economia spagnola torna a crescere, l’occupazione sale, il settore bancario si è stabilizzato e la fiducia nei mercati della Spagna sta migliorando”.

Intanto il dato sul mercato immobiliare iberico mostra un aumento dello 0,8% annuo nei prezzi delle case del secondo trimestre. Si tratta del primo aumento annuo dal 2008, e il segnale viene visto con speranza per la prossima uscita dal tunnel. Se il settore immobiliare riprendesse, infatti, si tratterebbe della miglior cartina di tornasole possibile del funzionamento delle riforme economiche del Paese, e questo aprirebbe alla fiducia nel ritorno alla crescita.

Del resto gli investitori già scommettono da tempo su un ritorno in salute dell’economia spagnola (e in generale europea). Dati Cushman e Wakefield citati dal Financial Times mostrano infatti come alla fine dei 12 mesi terminati a marzo gli investimenti in attività immobiliari spagnole sono balzati del 130% annuo a 2,6 miliardi di euro, soprattutto grazie a strumenti finanziari che sperano negli alti rendimenti di un’attività in ripresa.

La conferma reale è attesa ora dai dati sull’occupazione: se fosse evidente un ritorno al lavoro nel settore delle costruzioni e dell’edilizia forse la Spagna potrebbe davvero cominciare a cantare vittoria

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