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I 5 ERRORI DA EVITARE QUANDO SI DECIDE DI INVESTIRE IN UN IMMOBILE ALL’ESTERO

I 5 ERRORI DA EVITARE QUANDO SI DECIDE DI INVESTIRE IN UN IMMOBILE ALL’ESTERO

16 dicembre 2014 in Blog

immobiliare pag bbb

La casistica degli errori comuni a tanti investitori inesperti è ampia, ma ci sonoalcuni errori che sarebbe bene analizzare, per capire dove e come si sbaglia quando si punta su un mercato ricco di opportunità come quello degli investimenti all’estero, e come mettersi al riparo da passi falsi per potere investire in mercati sani e con adeguate rendite. 

1) Troppe volte, per cominciare, si ignora l’importanza del sistema giuridico di un paese, senza dare il giusto peso al fattore “certezza del diritto”, presupposto fondamentale per un corretto svolgimento delle operazioni economiche di ogni livello, dalle normali attività dei risparmiatori alle complesse transazioni su scala nazionale ed internazionale.

 

2) In secondo luogo si tende a non prestare la dovuta attenzione all’analisi costi/benefici legati alla valuta, trascurando i rischi connessi ad un cambio sfavorevole, specialmente in periodi di oscillazioni più consistenti tra monete di opposte prospettive sul breve e lungo termine.

 

3) Altra brutta sorpresa che può mortificare le ambizioni di un risparmiatore deciso a giocarsi la carta dell’investimento in terra straniera è l’utilizzo “pro domo sua” da parte del costruttore del capitale anticipato, con la relativa “spada di Damocle” di un’eventuale sospensione a tempo indeterminato dei progetti cantierati in caso di esaurimento dei fondi in cassa: un simile problema viene risolto alla radice se si affida ad una figura “ad hoc”, come avviene negli Usa dove operano i cosiddetti “escrow account”, che hanno il compito di vigilare sulla destinazione delle somme versate per l’acquisto di un bene immobile, di custodirle e fino al termine dell’operazione.

 

4) Parte col piede sbagliato, inoltre, chi si appresta a concludere un affare all’estero ignorando in toto o in buona parte l’impatto di tasse e balzelli sulle operazioni economiche e sull’ordinaria gestione dei beni di cui si intende diventare proprietari, essendoci sfumature tutt’altro che trascurabili nell’uno o nell’altro modello fiscale vigente. Alcuni esempi virtuosi? A Panama vige un regime fiscale benevolo nei confronti degli stranieri, in Florida la tassa di proprietà tiene conto del deprezzamento del bene, oltre a garantire una serie di vantaggi a chi acquista come persona giuridica.

 

5) Sono tanti i casi in cui l’investitore meno attento sottovaluta stabilità politica, sviluppo economico ed altri fattori che rendono appetibili alcune mete rispetto ad altre, tenendo conto della ferrea legge della domanda e dell’offerta (un surplus della seconda a scapito della prima determina effetti depressivi, come da “caso di scuola”).

Sulla base di queste premesse, si restringe notevolmente il campo della scelta di una meta sicura dove indirizzare i propri investimenti all’estero, fino a rendere l’impresa meno ardua del previsto. Il successo dei progetti concentrati su capitali del real estate internazionale come Miami trova conferma oggi nel lavoro dei più esperti operatori del settore immobiliare, da sempre attenti non solo all’andamento del “mattone” ma anche alle complesse dinamiche dei mercati ed al generale trend dell’economia mondiale.

Affidarsi a professionisti che possano gestire non solo le operazioni di acquisto e rivendita, gli aspetti fiscali e la gestione completa dell’immobile è oggi indispensabile se si desidera che le frontiere non costituiscano più un ostacolo agli investimenti oltreconfine

 

SEMPRE PIÙ ITALIANI COMPRANO CASA ALL’ESTERO

SEMPRE PIÙ ITALIANI COMPRANO CASA ALL’ESTERO

16 dicembre 2014 in Blog

In un report redatto da Scenari Immobiliari, relativo all’acquisto di immobili all’estero da parte di italiani, è emerso che nel primo semestre del 2014 sono stati più di 22mila gli immobili oltreconfine acquistati dai nostri connazionali, con un incremento dell’11,5% rispetto allo stesso semestre del 2013. Tra gli italiani che acquistano immobili oltreconfine, oltre ai piccoli risparmiatori che sperano in una formula alternativa di investimento, ci sono pensionati in cerca di un po’ di serenità, che emigrano in luoghi dove è possibile vivere con la propria pensione; ma anche famiglie che acquistano pensando al futuro dei propri figli che, all’estero, potrebbero andare per motivi di studio o di lavoro. Senza dubbio però il motivo principale che spinge gli italiani ad investire all’estero è legato alla carenza in Italia di seconde case con un buon rapporto qualità/prezzo.  Al contrario, all’estero ci sono molte case belle a prezzi competitivi. Ad esempio, in qualche località del Mar Rosso è possibile acquistare un immobile a 40 mila euro all’interno di un resort, per poi magari affittarlo ai turisti. Così succede che, chi ha la possibilità di investire, ma è bloccato in Italia da un mercato immobiliare fermo a causa della crisi e della tassazione in continuo aumento, tende ad investire in altri Paesi. Per i prossimi mesi si prevede un’ulteriore crescita per un investimento totale di oltre 5,8 miliardi di euro. Tra le mete più gettonate ci sono i Paesi più vicini all’Italia, facilmente raggiungibili con voli low-cost. Tra questi vi sono soprattutto le capitali europee, come Londra e Berlino. Anche la Spagna è diventato un luogo dove poter fare facilmente affari, a causa del crollo dei prezzi registrato negli ultimi anni. Tra le altre mete gettonate, al di fuori dell’Europa, c’è New York, dove nei primi mesi del 2014 si sono riversati sulla Grande Mela la metà degli investimenti da parte di italiani; ma anche San Diego, San Francisco e Los Angeles. Anche il Brasile rappresenta un fertile terreno di investimento, mentre in Asia sono ancora molto pochi gli investimenti immobiliari. Il budget medio si attesta invece intorno ai 150 mila euro. Ed ancora, dal report emerge che le famiglie che acquistano immobili all’estero sono originarie principalmente della Lombardia.

 

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